L’UE ribadisce il sostegno all’Ucraina mentre l’Ungheria si dissocia

In occasione del recente Consiglio Europeo tenutosi a Bruxelles il 20 marzo 2025

In occasione del recente Consiglio Europeo tenutosi a Bruxelles il 20 marzo 2025, i leader dell’Unione Europea hanno riaffermato il loro “sostegno incrollabile” all’Ucraina nella sua difesa contro l’aggressione russa.

Tuttavia, questa dichiarazione congiunta è stata sottoscritta da 26 Stati membri su 27, con l’Ungheria che ha scelto di non aderire al consenso generale.

Il primo ministro ungherese, Viktor Orbán, ha espresso riserve sulla strategia dell’UE, opponendosi al principio di “pace attraverso la forza” che prevede il rafforzamento delle capacità militari ucraine come elemento fondamentale per raggiungere una pace duratura. Orbán ha criticato il piano di difesa dell’UE volto a sostenere l’Ucraina, sottolineando le potenziali conseguenze finanziarie e mettendo in dubbio la capacità economica sia dell’UE che dell’Ucraina di sostenere tale impegno.

Nonostante la posizione ungherese, gli altri 26 Stati membri hanno ribadito il loro impegno a fornire supporto completo all’Ucraina, sia in termini finanziari che militari, per garantire che Kiev possa esercitare il suo diritto all’autodifesa. Inoltre, hanno accolto con favore la dichiarazione congiunta di Ucraina e Stati Uniti che propone un cessate il fuoco e hanno esortato la Russia a dimostrare una reale volontà politica di porre fine al conflitto.

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, intervenuto al vertice in collegamento da Oslo, ha sottolineato la necessità di mantenere alta la pressione sulla Russia attraverso sanzioni efficaci e ha criticato qualsiasi blocco alle decisioni cruciali per la sicurezza europea, in un implicito riferimento alla posizione ungherese. Zelensky ha inoltre evidenziato l’importanza di evitare che singoli attori ostacolino le misure necessarie per la sicurezza collettiva.

La divergenza dell’Ungheria rispetto al consenso europeo solleva interrogativi sul futuro delle decisioni unanimi all’interno dell’UE, soprattutto in questioni di politica estera e sicurezza. La situazione attuale evidenzia la necessità di un dibattito più ampio sulla coesione e l’efficacia dell’Unione nel rispondere alle sfide geopolitiche contemporanee.

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