Natisone, dopo nove giorni ancora disperso il corpo di Cristian. Il legale accusa: “Se i soccorsi fossero partiti prima sarebbero vivi”

“Se i soccorsi fossero partiti tempestivamente, ovvero nel momento in cui la povera Patrizia li ha richiesti, oggi i ragazzi sarebbero vivi e a casa con i loro genitori“. Questa la durissima accusa lanciata dall’avvocato Gaetano Laghi, il legale della famiglia di Cristian Molnar, il 25enne disperso da venerdì scorso – 31 maggio – dopo essere stato travolto dalle acque del fiume Natisone insieme a Patrizia Cormos e Bianca Doros, poi ritrovate senza vita. “Dopo aver fatto anche un sopralluogo nella località della tragedia, mi colpisce molto la sottovalutazione della situazione iniziale. Mi aspetterei, da chi è preposto a ricevere telefonate e richieste d’aiuto, una preparazione tale che, avendo notizie di una persona che si trova in quel posto preciso, sappia come intervenire – ha proseguito l’avvocato -. Probabilmente sono stati quei primi momenti di sottovalutazione del pericolo che hanno poi determinato il fatto che i ragazzi non siano stati salvati in tempo”.

Il legale rimane fermamente convinto di una circostanza che avrebbe potuto fare la differenza: “Bisognerà valutare il grado delle omissioni, perché il procuratore di Udine dice che si parla di omissioni e su questo siamo d’accordo. Purtroppo, però, è un’omissione, un ritardo che ha inciso sul soccorso. Posso ribadire che sono intimamente convinto di questa circostanza: se i soccorsi fossero partiti tempestivamente, oggi i ragazzi sarebbero vivi“.

Al termine del decimo giorno saranno fatte delle valutazioni
Nono giorno. Il fatto che non scrivo nulla è perché le ricerche al momento non danno il risultato sperato. Anche oggi ci sono 80 persone sul campo. Si continua…”. A scriverlo è il sindaco di Premariacco (provincia di Udine), Michele de Sabata, in un messaggio su Facebook riferito alle ricerche di Cristian Molnar.

Nel frattempo, i soccorritori – favoriti dal bel tempo – stanno continuando la ricerca andando per esclusione dal Ponte Romano verso valle. I sommozzatori dei Vigili del fuoco in acqua, i fluviali in superficie e i volontari della protezione civile sulle sponde stanno mappando l’intero territorio. Se dopo il decimo giorno (domani sera, domenica 9 giugno) le ricerche non confermeranno alcun tipo di esito, saranno fatte delle valutazioni in merito.

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