Spari a Casal di Principe contro la casa dei figli del capoclan pentito Sandokan Schiavone

Due raid a Casal di Principe: dopo i colpi di pistola in via Bologna, gli spari in piazza Mercato, vicino alla sede del Comune.

Francesco Schiavone oggi

Francesco Schiavone oggi

Un messaggio di camorra, che potrebbe essere diretto al figlio, scarcerato da meno di un mese, o al padre, che di recente ha iniziato il percorso da collaboratore di giustizia: sono queste le principali ipotesi degli investigatori sui colpi di pistola, una quindicina, che sono stati esplosi un paio di giorni fa in via Bologna, a Casal di Principe, contro il portone della palazzina in cui abitano Emanuele Libero e Ivanhoe, gli unici due figli di Francesco Schiavone “Sandokan” rimasti a vivere nella cittadina del Casertano. L’episodio potrebbe non essere collegato ad un altro raid, avvenuto invece in piazza Mercato intorno alla mezzanotte scorsa, dove sarebbe stata usata una mitraglietta.

Colpi di pistola contro la casa dei figli di Sandokan

Emanuele Libero Schiavone è stato scarcerato il 16 aprile scorso, dopo aver scontato una condanna per associazione mafiosa ed estorsione; quando è tornato in libertà ha rifiutato di entrare a far parte del programma di protezione a cui poteva accedere, insieme ai suoi familiari, in seguito al pentimento del padre. La decisione di “Sandokan” Schiavone di collaborare con la giustizia è stata resa nota a marzo; l’ormai ex capoclan è detenuto ininterrottamente da 26 anni, da quando venne arrestato nel 1998. Le indagini sui colpi di pistola sono affidate ai carabinieri della Compagnia di Casal di Principe.

Gli spari in piazza Mercato

In piazza Mercato, a poca distanza dal Comune, l’azione di fuoco c’è stata un paio d’ore dopo la conclusione di un comizio elettorale; sul posto sono stati recuperati numerosi bossoli, che verranno esaminati per capire se è stata usata la stessa arma che ha sparato anche in via Bologna. In queste ore a Casal di Principe si vota anche per le Comunali, motivo che ha portato la Questura a rafforzare la sorveglianza ai seggi, ma secondo gli investigatori sarebbe poco verosimile che l’episodio, così come quello che ha coinvolto gli Schiavone, possa essere in qualche modo legato alle elezioni, e che le ragioni siano invece da ricercare nei contrasti nel mondo degli affari illeciti.





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