“Il taglio dei fondi per il bonus psicologo non mi è piaciuto affatto. La salute mentale è un diritto di tutti”: Valentina Romani dopo “Mare Fuori” presenta il primo romanzo

È un anno d’oro per Valentina Romani che dopo il successo della serie tv cult “Mare Fuori”, nel ruolo di Naditza, si è fatta spazio nel mondo del cinema con altre sfide e altri ruoli. C’è anche spazio per la narrativa con il suo primo romanzo dal titolo “Guarda che è vero” (Rizzoli).

La protagonista è la 24enne Ellen che ama i libri, i viaggi e la sua città, Roma. Per vivere Ellen fa un po’ di tutto, aspettando di capire che cosa vuole fare da grande. Si occupa di traduzioni, ha provato a fare la libraia, poi la barista e contemporaneamente tutor-mentore- babysitter di Giuseppe, rampollo della Roma bene di appena 7 anni. Da quel momento tutto cambia.

Valentina è divisa tra diversi set e impegni, sta girando contemporaneamente due nuovi progetti top secret, mentre arriveranno la serie Netflix “ Tutto Chiede Salvezza 2”, la serie Tv su Rai 1 “Gerri” e prossimamente su Mediaset con il biopic “Bardot”.

Il libro è dedicato ai tuoi nonni “guide del mio cammino. Luci eterne della mia vita”. Cosa ti hanno insegnato?
L’amore per le cose semplici, la preziosità del tempo. Loro sono il pensiero in cui mi rifugio quando le cose non vanno bene, ma soprattutto quel pensiero dove vado quando le cose vanno estremamente bene. Non so cosa darei per poter raccontare loro, dal vivo, tutto quello che di straordinario mi sta capitando.

Nei ringraziamenti dici grazie alle te “bambina che perdo e ritrovo continuamente nei miei stessi occhi”. Cosa è rimasto di Valentina bambina?
Io tengo molto alla mia parte bambina, è quella parte di me che ancora oggi mi fa sentire in profondità ciò che vivo, quella che mi fa vivere le cose con stupore, come se fosse sempre la prima volta; ma anche quella che a volte mi fa agire d’impulso. E per fortuna!

Ellen per vivere fa un po’ di tutto, aspettando di capire che cosa vuole fare da grande. Tu cosa vuoi fare da grande?
Spero di non sentirmi mai tanto grande da dover rinunciare alla leggerezza, ma mi auguro di proseguire il mio percorso artistico esattamente così come lo sto facendo oggi. ‘Da grande’ sogno di non perdermi mai di vista, di rimanere ancorata alle mie radici.

“Quando sai che cosa desideri istante dopo istante, la strada viene da sé” è una delle frasi del libro. È uno dei tuoi mantra? Ci credi?
Ci credo molto, credo che il nostro destino sia scritto e che a volte lasciare che quello che fa per noi ci raggiunga, senza urgenza di essere noi a fare, possa essere gratificante e salvifico.

Nel libro si parla di solitudine. Che rapporto hai con la solitudine?
Sano. La ricerco. Mi fa bene, mi ricarica. Mi piacciono i momenti di ‘sospensione’ che altro non sono, per me, che momenti di infinita e preziosissima noia.

“Ascoltare fa rima con amare se ti lasci guidare”. Tu ti stai lasciando guidare in questa fase della tua vita?
Ci provo, ci provo sempre. Appunto perché per me la maggior parte del nostro destino è scritto, io mi apro alle porte del futuro con grande serenità e con accoglienza; sono curiosa di sapere cosa la vita mi riserva giorno dopo giorno.

Sei riservata sulla tua vita privata al pari del campione del tennis Sinner. Su google il tuo nome viene associato a Maupas. Tu che ne pensi di questo algoritmo?
No comment (ride, ndr).

Sei tra i protagonisti della serie tv Netflix ‘Tutto Chiede Salvezza 2’ sul tema della salute mentale. Secondo te in Italia si fa abbastanza?
La salute mentale, che a volte si considera un tema invisibile, per me non è mai contata meno della salute fisica. Credo che di lavoro da fare in Italia ce ne sia tanto, mancano gli spazi, i fondi perché possa essere accessibile a tutti. Sicuramente tagliare i fondi per il bonus psicologo non è stata un’opzione di mio gradimento. La salute mentale è un diritto di tutti.

Sarai anche nella serie tv su Rai1 ‘Gerri’ dai romanzi di Giorgia Lepore. Che ruolo farai e cosa ti è piaciuto di questo copione.
In Gerri interpreto Lea, una poliziotta scaltra ed intuitiva, che probabilmente ha scelto di fare questo lavoro per non guardarsi troppo dentro, perché a volte occuparsi degli altri ci risulta più semplice che occuparci di noi stessi. Abbiamo girato a Trani, una meravigliosa città pugliese che ci ha accolti con grande calore. La cosa che più mi è piaciuta di questo progetto è il fil rouge che lega tutti gli episodi; raccontano tutti storie legate a minori in difficoltà e credo che questa sia una novità per la Rai.

Prossimamente sarai anche su Canale 5 con il biopic ‘Bardot’. Qual è la cosa che ti è piaciuta di più della grande diva del cinema?
Sicuramente il suo carattere avanguardista e prorompente. BB è uno spirito libero che si può dire abbia proprio dettato le regole della moda di quegli anni e di un modo nuovo di vedere e vivere il cinema. È stato bello e divertente tuffarsi negli Anni 70 e vivere per qualche tempo, con l’idea di far parte della vita di una grande diva.

Qual è il ruolo che ancora non ti hanno offerto e che ti piacerebbe interpretare?
Sogno un progetto in costume in stile Downtown Abbey, The Crown, lanciamo un appello?

(foto credit Sara Sabatino)

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