“Storie Brevi” e “Sesso e Samba” sono le due facce diverse della stessa medaglia del pop che (per chi non lo sapesse) è ancora vivo, sano e vegeto

Il pop italiano è “vivo, sano e lucido”, per citare Vasco Rossi. C’è chi lamenta l’ondata del rap (quando in realtà c’è posto per tutti nel mondo della musica) denunciando la fine del pop con la sua spensieratezza e leggerezza. E quando si fa spazio una canzone “pop”, ecco che viene subissata da critiche perché o troppo banale il testo o la musica non è originale. Ma come sosteneva il chimico e filosofo Antoine-Laurent de Lavoisier: “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”.

Finalmente sta arrivando l’estate, meteo permettendo, e quasi tutte le canzoni destinate alla stagione sono uscite. Manca ancora qualche duetto top secret, ma i giocatori in campo ci sono quasi tutti. È vero che i feat. quest’anno, in particolare, abbondano. Da un lato c’è chi punta il dito all’accumulo dello streaming, ossia quelle operazioni mirate a unire le fanbase di due artisti e schizzare alti in classifica, ma ci sono anche delle operazioni genuine che conquistano il pubblico e lo streaming, tanto odiato-amato.

In questi giorni è parlato molto, in particolare, di due brani apparentemente diversi tra loro ma che fanno parte della stessa medaglia del pop italiano: “Storie Brevi” di Tanani e Annalisa e “Sesso e Samba” di Gaia e Tony Effe. Quest’ultimo brano, firmato proprio da Tony Effe e Gaia e prodotto da ZEF, è uscito lo scorso 23 maggio ed è al primo posto della classifica di Spotify Italia e della chart FIMI/GfK, totalizzando più di 10 milioni di streams su tutte le piattaforme, oltre 3 milioni di views del videoclip su YouTube. Il 5 giugno, invece, è uscito “Storie Brevi”, eccezionalmente di mercoledì perché generalmente le pubblicazioni sono previste il venerdì, mentre in radio il singolo è stato reso disponibile ieri. La canzone è stata scritta da Tananai e Annalisa, insieme a Paolo Antonacci e Davide Simonetta, che ne ha curato la produzione insieme allo stesso Tananai.

Dunque cosa accomuna e cosa differenzia queste due belle canzoni? Anzitutto l’accoglienza di “Storie Brevi” è stata buona, considerando che ha raccolto già oltre un milione di stream, nel primo giorno di uscita, ed è in 32esima posizione nella classifica Spotiy Daily italiana. L’uscita al mercoledì è stata pensata strategicamente per evitare che il brano venisse “fagocitato” dai brani di uno dei dischi più attesi di quest’anno, “Dio lo sa” di Geolier. In effetti i brani del rapper hanno letteralmente travolto la classifica, lasciando intatta appunto la vetta di “Sesso e samba”, dalle atmosfere sudamericane che hanno conquistato subito gli ascoltatori. “Storie Brevi”, invece, si riallaccia alla tradizione italiana di fine Anni 90 e non è un caso che il paragone con Mina e Celentano, che pubblicarono l’album cult e record di vendite nel 1998.

Cosa accadrà nelle prossime settimane è difficile prevederlo, la stagione è ancora lunga e a settembre si tireranno le somme. Ma in mezzo ai dubbi del futuro, una sola certezza c’è: il pop è ancora vivo e chi lo dava per morto, dovrà ricredersi. Ancora una volta.

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