ti fa sentire il sale anche quando non c’è

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Foto dell’Efa

Dal Giappone una geniale (e un po’ sadica) trovata “contro” il sale: un cucchiaio che amplifica il senso del salato facendolo sentire anche quando non c’è. Perché parliamo di sadismo? Perché la sensazione viene amplificata da una piccola scarica elettrica mandata alla lingua.

Sembra una puntata di “Mai dire… Banzai”

Questo cucchiaio sembra uscito da una di quelle puntate anni ’90 commentate dalla Giallapa’s Band e invece è tutto vero: l’utensile usa la corrente elettrica per “attirare” il sodio verso la lingua, dando l’impressione di un sapore più sapido rispetto a quanto non lo sia realmente. Questo dovrebbe spingere i giapponesi a diminuirne l’uso a tavola, che nel Sol Levante viene espresso soprattutto sotto forma di salsa di soia.

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Il cucchiaio è stato sviluppato dalla Kirin Holdings, un colosso che fa parte del gruppo Mitsubishi, con l’intenzione di spingere i giapponesi a ridurre l’assunzione di sale. Meiji Homei Miyashita, coautore del progetto, dice che il sodio è presente in quasi tutti i cibi, quando lo sentiamo meno è perché non arriva tutto alla nostra lingua: in pratica il sale c’è ma non lo sentiamo. Per questo motivo ha messo a punto il cucchiaio che attira il sodio verso la lingua: “Una volta fatto ciò, molto sodio viene attirato verso la lingua e dà l’impressione di un sapore più salato” riporta la Rai.

In Giappone il problema del sale è molto serio perché un adulto medio consuma circa 10 grammi di sale al giorno, il doppio della quantità raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il problema potrebbe però essere il costo del cucchiaio: il prezzo previsto è di circa 110 euro a pezzo ma la Kirin ha fiducia e pensa di poter vendere un milione di cucchiai in tutto il mondo entro cinque anni. In patria è già possibile acquistare il prodotto, nel resto del mondo si parte dal 2025.

Il caso delle bacchette

La Kirin non è nuova a queste trovate: qualche anno fa sviluppò delle bacchette che davano il sapore del sale ai piatti, senza aggiungere neanche un granellino. Le bacchette furono ideate su commissione del Ministero di Salute, Lavoro e Welfare del Giappone, in collaborazione con i ricercatori della Meiji University. L’obiettivo era di ridurre almeno del 20% l’assunzione quotidiana di sale da parte dei giapponesi ma la trovata non è stata poi supportata dal mercato.





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