Il generale Roberto Vannacci è stato eletto al Parlamento europeo

Roberto Vannacci è stato eletto al Parlamento. I dati non sono ancora definitivi ed è lo stesso generale a rimanere cauto, ma ormai alcune considerazioni si possono fare: tra queste c’è l’elezione del candidato leghista a europarlamentare.

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Il generale Roberto Vannacci è stato eletto al Parlamento europeo. Lo spoglio delle schede non è ancora terminato, ma una serie di dati appaiono ormai chiari: tra questi c’è anche l’elezione del generale, autore del libro Il Mondo al Contrario, con la Lega, il partito che lo ha candidato. Lo schieramento di Matteo Salvini, secondo l’ultimo aggiornamento delle proiezioni risulterebbe tra l’8 e il 9%, una forbice che assicurerebbe l’elezione a Vannacci. Nonostante questo il generale rimane cauto: “I dati in alcune parti d’Italia sono positivi, aspetto quelli più consolidati. Non mi sento ancora un europarlamentare, solo una persona che guarda la televisione con gli amici. Non c’è emozione“, ha detto a La Presse.

Non solo: Vannacci commenta anche alcune indiscrezioni per cui il fondatore della Lega, Umberto Bossi, non avrebbe votato per il Carroccio. “Bossi? Non essendo un politico non so valutare dal punto di vista politico, dal punto di vista personale queste persone che cambiano faccia in base al vento mi sa di tradimento. Se avessi un amico che di punto in bianco cambia bandiera lo considererei un traditore: questo è un punto di vista personale, dal punto di vista politico lascio esprimere il segretario del partito“.

È stato l’ex parlamentare leghista Paolo Grimoldi a far sapere che il voto del Senatur andrà a Marco Reguzzoni, ex capogruppo del Carroccio, oggi candidato come indipendente con Forza Italia. “La Lega è stata tradita”, aveva detto ieri Grimoldi, facendo anche riferimento alla scelta di Matteo Salvini di voler candidare Vannacci. Alle prime notizie sulle proiezioni, Grimoldi ha aggiunto, parlando con l’Ansa: “Se togliamo ai voti della Lega di Salvini i consensi che ha preso l’Udc, i cui candidati corrono nella lista, e se si tolgono le preferenze di estrema destra di Vannacci, si capisce chiaramente il collasso elettorale e l’urgenza di cambiare il nome alla Lega togliendo la dicitura ‘Salvini premier’“.





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