Come sono andate le elezioni europee negli altri Paesi dell’Ue, i risultati nei 27 Stati membri

Al Parlamento europeo la plenaria sarà dominata dal Partito popolare anche per i promissi cinque anni, con un rafforzamento delle forze politiche di destra, ma una sostanziale tenuta dei Socialisti. In alcuni Paesi il voto ha seguito la tendenza generale, in altri meno: ecco come sono andate le elezioni europee negli altri Paesi dell’Unione.

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In alcuni Paesi europei l’ultima tornata elettorale ha avuto un impatto più forte che negli altri. Primo su tutti la Francia, dove il partito di Emmanuel Macron è stato doppiato da quello di Marine Le Pen, costringendo il presidente a sciogliere l’Assemblea Nazionale e a indire elezioni anticipate. Ma anche in Belgio, dove il premier Alexander De Croo si è dimesso; o ancora, in Germania, dove la coalizione semaforo è sempre più debilitata dall’avanzata di Alternative für Deutschland, diventato ufficialmente il secondo partito nel Paese. Ecco i risultati definitivi delle elezioni europee nei diversi Stati membri e come cambierà il Parlamento Ue.

Come cambiano gli equilibri tra i partiti europei dopo le elezioni

Al Parlamento l’indiscusso vincitore è il Partito popolare europeo, che non solo mantiene il suo primato controllando di fatto un quarto dell’intera plenaria, ma è anche il gruppo – se non si considera quello dei non allineati – ad aumentare maggiormente il numero di seggi a sua disposizione. Ancora una volta sarà il PPe a dettare l’agenda politica in Europa, anche se dovrà tenere conto dell’ottimo risultato ottenuto anche dai gruppi politici delle frange più a destra del Parlamento: Identità e democrazia – che dovrebbe ottenere nove seggi in più di quelli attuali – ed ECR, il gruppo dei Conservatori e riformisti europei.

Gli schieramenti che guardano a destra e il gruppo dei non allineati – all’interno del quale confluiscono diverse sensibilità politiche – sono gli unici ad aumentare i propri seggi in Parlamento. I liberali di Renew escono decimati da questa tornata elettorale, perdendo oltre una ventina di seggi (in Italia non riescono ad eleggere nemmeno un rappresentante) e i Verdi dovrebbero averne circa 18 in meno rispetto al 2019. I Socialisti, dati in crisi profonda dai sondaggi prima del voto, in realtà sono riusciti a contenere il crollo e dovrebbero perdere solo una manciata di seggi. Il gruppo della Sinistra dovrebbe averne appena uno in meno rispetto all’ultima tornata.

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Come è andato il voto negli altri Paesi Ue: i risultati delle elezioni

In Italia il partito più votato, come da attese, è stato Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, che presiede anche il gruppo dei Conservatori in Europa. Anche il Partito democratico, però, ha ottenuto un ottimo risultato e diventerà la delegazione più numerosa all’interno del gruppo dei Socialisti. Ma vediamo come sono andate le elezioni negli altri Paesi europei.

In Germania l’AfD e il secondo partito

In Germania il partito più votato è stato la CDU, l’Unione cristiano-democratica (PPE), con il 30% dei voti. Alternative für Deutschland, il partito di ultradestra che militava in ID ma è stato allontanato per alcune dichiarazioni sulle SS dell’eurodeputato Maximilian Krah, è risultato la seconda forza politica nel Paese sfiorando il 16%, davanti alla SPD, il Partito socialdemocratico (S&D), e i Verdi, cioè gli altri due schieramenti che siedono al governo.

In Francia vince il Rassemblement National

In Francia il partito più votato è stato il Rassemblement National (ID) di Marine Le Pen, con oltre il 30% dei voti. La lista guidata da Renaissance (Renew), il partito di Emmanuel Macron, si è fermata invece al 14%, innescando uno scompiglio politico nel Paese già ai primi exit poll. Il Partito socialista francese (S&D) è arrivato al 13%, seguito da La France Insoumise (Sinistra) al 9% e dai Repubblicani (PPE) al 7%. La lista con cui si è presentato Reconquête! (ECR), lo schieramento di Marine Marechal (nipote di Le Pen) è arrivata al 5%.

In Spagna PP e PSOE sono vicini

In Spagna a prendere la maggioranza dei voti è stato il Partito Popolare (PPE) con il 34%, tallonato dal PSOE – il Partito socialista operaio spagnolo (S&D) – al 30%. Vox (ECR), lo schieramento sovranista alleato con FdI, è rimasto sotto la soglia della doppia cifra, al 9%.

Il partito di Tusk mantiene (a filo) il primato in Polonia

In Polonia la Coalizione Civica – in cui milita anche il partito del premier Donald Tusk, Piattaforma Civica (PPE) – è stata la formazione più votata, anche se per un pugno di voti: ha infatti preso il 37%, appena un punto in più di Diritto e Giustizia (ECR), lo schieramento sovranista e nazionalista dell’ex premier Mateusz Morawiecki.

Socialisti e Popolari in vantaggio in Romania

In Romania l’alleanza tra il Partito socialdemocratico (S&D) e il Partito nazional-liberal (PPE) ha ottenuto il 48% dei voti, ponendosi in netto vantaggio su tutte le altre forze politiche. Basti pensare che l’Alleanza per l’Unione dei romeni (ECR), un partito di estrema destra, è arrivato al 14%: un risultato molto lontano dall’alleanza PSD-PNL, ma comunque in crescita rispetto alla precedente tornata elettorale nel Paese.

Nei Paesi Bassi la coalizione progressista davanti al partito di Geert Wilders

Nei Paesi Bassi a ricevere la maggioranza dei voti, il 21%, è la coalizione GroenLinks–PvdA, cioè tra la Sinistra Verde e il Partito del Lavoro. Alcuni degli eletti andranno nel gruppo dei Verdi, altri in S&D. Al 17% troviamo il Partito per le libertà (ID), lo schieramento nazionalista di destra guidato da Geert Wilders, seguito dal Partito popolare per la libertà e la democrazia (Renew) all’11%.

In Belgio i liberali davanti agli indipendentisti

In Belgio il partito dei Liberali e Democratici Fiamminghi Aperti – Open Vld (Renew) di Alexander De Croo ha preso appena il 5%, costringendo il premier a dimettersi. L’altro partito che fa parte della coalizione di governo in Belgio, il Movimento Riformatore (Renew) è andato un po’ meglio, al 12%, ma è comunque finito dietro sia al partito indipendentista di destra Vlaams Belang (ID) che alla Nuova alleanza fiamminga (ECR), entrambi al 14%.

ANO 2011 è il più votato in Repubblica Ceca

In Repubblica Ceca il partito più votato è stato ANO 2011 (Renew), lo schieramento dell’ex premier Andrej Babis che in realtà ha poco in comune con le altre forze politiche liberali, abbracciando più che altro posizioni populiste. Al secondo posto, con il 22,3%, troviamo la coalizione SPOLU, in cui militano sia il Partito civico democratico (ECR) che l’Unione cristiana democratica – Partito popolare cecoslovacco (PPE).

In Grecia la sinistra non vince

In Grecia il partito più votato alle elezioni europee è stata la Nuova democrazia (PPE) con il 28% dei voti, seguita da Syriza (Sinistra) al 14%. Pasok (S&D), il Movimento socialista panellenico, ha preso il 12,8%, seguito da Soluzione greca (ECR) al 9%.

Viktor Orban rimane primo in Ungheria

In Ungheria il partito del premier Viktor Orban, Fidesz, ha preso la maggioranza dei voti con il 44%. Il partito di opposizione Tisza (PPE) – fondato dall’ex membro di Fidesz Péter Magyar, oggi maggiore oppositore di Orban – può però rivendicare un buon risultato, al 29%. La Coalizione democratica (S&D) si ferma all’8%.

Testa a testa tra Socialisti e Popolari in Portogallo

In Portogallo il Partito socialista (S&D) ha ottenuto il 32% dei voti, venendo però tallonato dall’Alleanza democratica (PPE) al 31%. Chega (ID), il partito di estrema destra che all’ultima elezione aveva ottenuto un boom di consensi, questa volta di ferma al 9%, insieme all’Iniziativa liberale (Renew).

Boom per i socialdemocratici in Svezia

In Svezia il Partito socialdemocratico (S&D) può considerarsi il vincitore di questa tornata elettorale con il 24% dei voti. A seguire troviamo il Partito moderato (PPE) con il 17% e i Democratici svedesi (ECR) al 13%, alla pari con il Partito ambientalista dei Verdi. Il Partito della sinistra si ferma al 10%.

In Austria il Partito delle Libertà è il più votato

In Austria a risultare come la prima forza politica nel Paese è il Partito delle Libertà austriaco (ID), uno schieramento di estrema destra che ha raggiunto il 25% dei voti. Subito dopo, al 24%, c’è il Partito popolare austriaco (PPE) seguito dal Partito socialdemocratico austriaco (S&D). I Verdi si fermano al 10%, i liberali di NEOS (Renew) al 9%.

In Bulgaria il partito filorusso è la seconda forza nel Paese

In Bulgaria la coalizione GERB – SDS (PPE) ha vinto con il 23%, seguita dal partito filorusso Rinascita al 14%, la stessa percentuale ottenuta dagli europeisti della Coalizione PP-DB (Renew – PPE). Un altro schieramento di Renew, il Movimento per i Diritti e le Libertà, è arrivato al 13%, mentre il Partito socialista bulgaro (S&D) è rimasto al 7%.

Verdi e socialisti vincono in Danimarca

In Danimarca ha vinto i il Partito popolare socialista (Verdi) con il 17%, seguito dai Socialdemocratici (S&D) al 15%. Venstre (Renew), il partito liberale danese, ha preso il 14%, seguito dal Partito popolare conservatore (PPE) all’8%, dai Democratici Danesi e dall’Alleanza Liberale, entrambi al 7%.

In Finlandia il partito sovranista non sfonda

In Finlandia il Partito di coalizione nazionale (PPE) ha preso la maggioranza dei voti, il 24%. L’Alleanza di sinistra (Sinistra) ha potuto rivendicare un ottimo quanto inaspettato risultato, prendendo il 17% e diventando la seconda forza politica nel Paese, davanti al Partito socialdemocratico (S&D) che si è fermato al 14%. Sia il Partito di Centro finlandese (Renew) che la Lega Verde (Verdi) hanno ottenuto l’11%. Il partito nazionalista di estrema destra dei Veri Finlandesi si è fermato al 7%.

I progressisti di centro vincono in Slovacchia

In Slovacchia la forza politica più votata è stata Slovacchia Progressista (Renew) con il 27% dei consensi. Invece Smer-Socialdemocrazia è arrivato secondo con il 24%. Il partito di estrema destra Republika ha preso il 12%, mentre il Movimento Cristiano democratico (PPE) il 7%.

Popolari e repubblicani si contendono la vittoria in Irlanda

In Irlanda il vincitore delle elezioni è il Fine Gael (PPE) con il 20% dei voti, una percentuale ottenuta però (con qualche decimale in meno) anche dai repubblicani di Fianna Fáil (Renew). Il partito Sinn Fein (Sinistra) è arrivato all’11%.

Trionfo di HSZ in Croazia

In Croazia a prendere la maggioranza dei voti è stata l’Unione democratica croata, HDZ (PPE), arrivando al 34%. Il Partito socialdemocratico croato, SPD (S&D), si è posizionato al secondo posto con il 26%. Distanti gli altri schieramenti: il Movimento Patriottico ha preso l’8%, mentre la piattaforma politica Možemo! (Possiamo) (Verdi) appena il 5%.

La Lituania divisa tra Democratici cristiani e socialisti

In Lituania è risultato il più votato l’Unione della Patria – Democratici cristiani (PPE), con il 21%. A seguire, al 18%, il Partito socialdemocratico (S&D). Gli altri schieramenti sono tutti sotto la doppia cifra: c’è l’Unione Agrari e Verdi Lituani (Verdi) al 9%, il Partito della Libertà (Renew) all’%, l’Unione dei democratici “Per la Lituania” al 6%, e l’Azione Elettorale dei Polacchi in Lituania – Alleanza delle Famiglie Cristiane (ECR) al 5%.

In Lettonia il partito conservatore arriva secondo

In Lettonia il partito Nuova Unità (PPE) ha preso il 25%, risultando la forza politica più votata. La coalizione formata da Alleanza nazionale (ECR) e Per la Patria e la Libertà/LNNK è arrivata molto vicino a quella percentuale, ma si è fermata al 22%. Poi troviamo il partito LA – Per lo sviluppo della Lituania (Renew) – al 9%, la Lista Unita all’8%, i Progressisti (Verdi) e i Socialdemocratici al 7%.

In Slovenia il centrodestra prende la maggioranza dei voti

In Slovenia il Partito democratico sloveno (PPE) ha preso il 30%, assicurandosi un vantaggio abbastanza ampio sulle altre forze politiche del Paese. Il Movimento Libertà (Renew) prende il 22%, seguito da Primavera – Partito Verde (Verdi) al 10% e dai Socialdemocratici (S&D) e Nuova Slovenia (PPE) entrambi al 7%.

Il partito Patria vince in Estonia

In Estonia il partito Isamaa (PPE) – che significa Patria – ha ottenuto il 21% dei voti, seguito dal Partito socialdemocratico (S&D) al 19% e dal Partito riformatore estone (Renew) al 17%. Il Partito popolare conservatore (ID) ha invece preso il 14% e il Partito di centro (Renew) il 12%.

A Cipro vanno bene sia i Popolari che i Progressisti

A Cipro a vincere questa tornata è stato il Raggruppamento democratico (PPE) con il 24% dei voti. È vicinissimo il Partito progressista dei lavoratori (Sinistra), con il 21%. È stato eletto anche lo youtuber Fidias Panayiotou, candidatosi come indipendente e prendendo da solo il 19%. Il Fronte Popolare Nazionale (ELAM) arriva all’11% e il Partito Democratico (S&D) al 9%.

Sfida tra Popolari e socialisti in Lussemburgo

In Lussemburgo il Partito popolare cristiano (PPE) ha preso il 22% dei voti, tallonato dal Partito operaio socialista lussemburghese (S&D) al 21%. Al 18% troviamo il Partito democratico, seguito dal Partito riformista – Alternativa democratica (ECR) e dai Verdi all’11%.

A Malta i Laburisti davanti ai Nazionalisti

A Malta, infine, il Partito laburista (S&D) ha preso il 45% dei voti, seguito a ruota dal Partito nazionalista (PPE) al 42%.





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