Dopo il flop alle Europee Conte dice che è pronto a farsi da parte e lasciare la guida del M5s

Il presidente del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte, confrontandosi con i suoi parlamentari dopo il risultato deludente alle europee, ha detto di essere pronto a farsi da parte se la sua leadership dovesse essere “un ostacolo”. Il M5s organizzerà una “assemblea costituente” con tutti gli iscritti, per “cambiare le regole” del Movimento e continuare a renderlo un “laboratorio politico”.

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Per il Movimento 5 stelle, fermatosi subito sotto la soglia del 10% dei voti, è il momento della riflessione dopo la sconfitta. Il M5s è stato più che doppiato dal Pd (arrivato al 24%) a livello nazionale, e solo nel Sud e nelle Isole è rimasto a galla, ma comunque ben sotto le aspettative. Questa sera il presidente Giuseppe Conte ha raccolto i parlamentari del Movimento e, in un confronto sulle cause del flop elettorale, non ha escluso la possibilità di “mettersi per primo in discussione”. Secondo quanto riportato da fonti d’agenzia, Conte avrebbe detto di essere pronto a farsi da parte se la comunità dovesse ritenere che la sua leadership “possa oggi rivelarsi un ostacolo” rispetto agli obiettivi del M5s.

In ogni caso, qualunque siano le future valutazioni sulla guida del Movimento, è il momento di cambiare le regole. Il presidente Conte ha lanciato l’idea di una “assemblea costituente“, un incontro collettivo con la partecipazione di tutti gli iscritti (anche da remoto). “Sarà questa la sede per discutere insieme del miglioramento delle regole e per definire le modifiche che riterremo necessarie”, ha detto l’ex presidente del Consiglio. Negli ultimi mesi il M5s ha provato a darsi una struttura territoriale più radicata e strutturata, ma in generale il Movimento deve rimanere “un laboratorio politico”, che non si “adatti a essere un partito tradizionale”, per non “soffocare la sua vis propulsiva”, ma al contrario continui ad “andare controcorrente”.

Serve, insomma, una vera e propria scossa per riprendersi dopo la sconfitta delle europee. Il fallimento maggiore per il M5s, anche secondo gli esperti di dinamiche elettorali, è stato non riuscire a portare al voto chi normalmente resta a casa. L’astensionismo è stato bassissimo, in linea con le attese. Molto peggio delle elezioni politiche nel 2022, e anche delle europee nel 2019: più di un elettore su due non è andato alle urne. A pagare di più l’astensionismo è stato proprio il Movimento 5 stelle.

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Adesso, quindi, la questione è riallacciare il rapporto con la base del Movimento, con un elettorato disaffezionato e soprattutto con gli iscritti. “Una comunità politica seria e matura non si nasconde dietro le più varie giustificazioni”, ha detto Conte ai suoi parlamentari, aggiungendo che “una comunità matura si assume la responsabilità dei propri errori. L’unica cosa che non faremo mai è dire che hanno sbagliato gli elettori“.





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