Quante fette di cocomero si possono mangiare al giorno: benefici e controindicazioni dell’anguria

Il cocomero, o anguria, è un frutto che fa parte della famiglia delle piante Cucurbitaceae. Composto al 90% da acqua, il cocomero è ricco di proprietà benefiche: drena i liquidi in eccesso e depura l’organismo.

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L’anguria, o cocomero, è un frutto che fa parte della famiglia delle piante Cucurbitaceae, che provengono dall’Africa. I due termini utilizzati per indicare questa frutta estiva indicano la stessa cosa: si tratta semplicemente di due modi diversi per riferirsi allo stesso alimento. Il frutto è rosso, anche se non è raro trovarlo di colore giallo o bianco a seconda della tipologia, con tanti semi neri o bianchi. Il cocomero a polpa gialla è una delle 1200 tipologie di piante sparse nel nostro pianeta. Costituito al 90% da acqua, il cocomero è ricco di zucchero, soprattutto il fruttosio, e anche di vitamine A, B e C: quest’ultima, insieme al potassio, depura l’organismo e lo libera dalle tossine. Il periodo in cui si consuma è quello estivo, tendenzialmente da maggio a settembre. Alcuni studi scientifici, poi, hanno approfondito cosa succede quando mangiamo l’anguria, evidenziandone possibili miglioramenti della funzione erettile.

Le proprietà nutritive del cocomero

L’anguria fa parte di quei frutti che dissetano e rinfrescano l’organismo essendo ricchi d’acqua. Povero di calorie (16 kcal per 100 grammi di cocomero), l’apporto nutritivo del cocomero sono scarse vista la grande quantità d’acqua in questo frutto. Contiene, infatti, 0,4 grammi di proteine e 0,2 di fibre. Tuttavia, essendo ricco di vitamine e sali minerali, tra cui il magnesio, il potassio e il fosforo, ha numerosi benefici, soprattutto in estate con l’arrivo delle alte temperature e per coloro che vogliono perdere peso.

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I benefici dell’anguria: a cosa fa bene

La grande quantità d’acqua contenuta nel cocomero comporta numerosi benefici per il nostro organismo. Il cocomero disintossica e drena i liquidi in eccesso, stimolando la diuresi e depurando l’organismo. Proprio vista la grande percentuale d’acqua, il cocomero aiuta le persone che soffrono di ritenzione idrica. Grazie alle vitamine e ai sali minerali di cui è ricca, soprattutto il potassio l’anguria riesce anche a regolare la pressione nel sangue. Proprio i sali minerali aiutano a combattere la stanchezza e l’affaticamento anche nelle giornate particolarmente stressanti. Inoltre, l’alto livello di carotenoidi rende il cocomero un valido alleato nella prevenzione di forme tumorali. Inoltre, il senso di sazietà che l’elevata presenza di liquidi fornisce, rende il cocomero un alimento ideale per le diete ipocaloriche.

Quanti semi di zucca si possono mangiare al giorno: benefici e proprietà

Quanto cocomero mangiare al giorno

Come tutta la frutta, il cocomero può essere consumato tutti i giorni. In particolare, l’anguria, essendo ricca d’acqua e povera di calorie, è uno dei frutti più apprezzati e consumati d’estate. Tuttavia, il cocomero è anche di ricco di zuccheri, soprattutto il fruttosio: per questo bisogna moderarne le quantità senza eccedere. Una porzione ideale di cocomero si aggira sui 150-200 grammi al giorno, da mangiare come spuntino o dopo pranzo.

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A chi non fa bene: eventuali controindicazioni

Il cocomero, come tutti i tipi di frutta, non ha particolari controindicazioni. Tuttavia, l’anguria è sconsigliata in pazienti che soffrono di emicrania e persone affette da diabete, vista l’elevata percentuale di zuccheri. Inoltre, essendo composto prevalentemente da acqua, il cocomero è poco digeribile e crea spesso un rigonfiamento dello stomaco, dunque non è il frutto ideale per coloro che soffrono di reflusso, gastrite o colite o comunque persone che soffrono di problemi di digestione. Un’altra controindicazione che si potrebbe verificare, infatti, è l’aumento dell’acidità di stomaco, effetto particolarmente sgradito in quei pazienti affetti da problematiche gastrointestinali.





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contro la Scozia finisce 1-1, il gol di Shaqiri è una magia

Svizzera a un passo dagli ottavi degli Europei. Gli elvetici pareggiano 1-1 contro la Scozia e si mettono alle spalle della Germania con 4 punti al secondo posto. Segnano McTominay e Shaqiri.

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Svizzera a un passo dagli ottavi degli Europei. Gli elvetici pareggiano 1-1 contro la Scozia e si mettono alle spalle della Germania con 4 punti al secondo posto. A passare in vantaggio però sono stati gli scozzesi con il gol di McTominay. Il pareggio però arriva poco dopo con una magia di Shaqiri che con un sinistro a giro mette a segno la palla nella parta alta del palo. Nel finale le due Nazionali ci provano ma non riescono a trovare il gol che sblocca il risultato di 1-1 che chiuderà la partita.

La gioia di McTominay dopo il gol.

La gioia di McTominay dopo il gol.

La magia di Shaqiri fa esplodere lo stadio nel primo tempo

Svizzera e Scozia sapevamo di doversi giocare tutto questa sera in un match che poteva dire molto in chiave qualificazione. Partono subito forte gli scozzesi che passano in vantaggio con il gol messo a segno da McTominay. Tutto nasce da una ripartenza veloce sugli sviluppi di un calcio d’angolo a favore per la Svizzera. Il centrocampista dello United è bravo a ricevere un pallone all’interno dell’area di rigore e calcia in porta. Decisiva una deviazione di Schar che spiazza Sommer e permette alla Scozia di passare in vantaggio.

Pochi minuti e la Svizzera pareggia con un eurogol di Shaqiri. La difesa scozzese sbaglia un facile disimpegno e il retropassaggio errato di Ralston permette all’ex Inter di inventarsi una traiettoria pazzesca. Lo svizzero da fuori area calcia di prima intenzione con un sinistro a giro perfetto e la mette sotto l’incrocio dei pali. La Svizzera ha ancora la possibilità di portarsi in vantaggio prima con Widmer e poi con Ndoye ma senza trovare fortuna. All’attaccante del Bologna viene anche annullato un gol per fuorigioco.

Brutto infortunio per Tierney durante Scozia-Svizzera: fuori in barella con le mani sul volto

L'esultanza di Shaqiri dopo il gol.

L’esultanza di Shaqiri dopo il gol.

Tante occasioni nella ripresa ma il risultato resta inchiodato sul pari

Nella ripresa la Svizzera continua a premere sull’acceleratore e va vicina al gol ancora con Ndoye. Il giocatore del Bologna si libera alla perfezione per il tiro, ma la sua conclusione non è eccezionale ed è bravissimo Gunn a deviarla in angolo. Occasione in cui la Scozia però perde anche Tierney per infortunio. Proprio la Scozia non vuole mollare e reagisce agli attacchi della Svizzera. Cross di Robertson su punizione, colpo di testa di Hanley che si spegne sul palo alla destra di Sommer e occasione enorme mancata.

La Scozia non molla e va vicina al gol poi con McTominay dopo un batti e ribatti in area di rigore. Sul contropiede conseguente la Svizzera trova il gol con Embolo ma l’arbitro annulla per fuorigioco dell’attaccante appena entrato. I due allenatori nel frattempo effettuano diversi cambi per cercare di cambiare l’inerzia della partita ma il risultato non cambia. La Scozia prova a premere sull’acceleratore fino all’ultimo ma al triplice fischio il risultato è 1-1. La Svizzera è a un passo dagli ottavi.





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Non ho fatto l’esame di Maturità, mio padre era morto e dovevo aiutare la mia famiglia

Massimo Boldi si racconta. L’attore ha confidato di non avere avuto modo di sostenere gli esami di Maturità. Si vide costretto a lasciare il liceo dopo la morte del padre.

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Mercoledì 19 giugno al via gli esami di Maturità 2024. Massimo Boldi ha raccontato la sua esperienza. L’attore ha confidato di essersi visto suo malgrado costretto a lasciare il liceo. Ne ha parlato ad AdnKronos: ‘‘Io non ho fatto gli esami di maturità perché ho perso il papà a soli 16 anni e dovetti fare da sostegno alla mia famiglia lavorando“.

Massimo Boldi si vide costretto a lasciare il liceo per aiutare sua madre

Massimo Boldi, in occasione della Maturità 2024, ha raccontato la sua esperienza. Frequentava il liceo a Milano ma dopo la morte del padre ritenne prioritario aiutare la madre rimasta vedova. Così, prese una decisione sofferta ma che reputò inevitabile: Ho dovuto fare la scuola serale lasciando il liceo Cattaneo di Milano per andare a studiare alla scuola d’arte vetrinista Duccio di Buoninsegna dove mi sono diplomato a pieni voti“. La famiglia contava su di lui e lui ha provato a essere un sostegno per loro.

L’augurio agli studenti che stanno affrontando gli esami di Maturità

Massimo Boldi ha confidato che avrebbe voluto fare l’esame di Maturità, ma la sua famiglia aveva bisogno di lui: “Mi sarebbe piaciuto fare l’esame di Maturità però bisogna dire che al giorno d’oggi non è più come ai tempi miei perché sei aiutato tantissimo dalla tecnologia e dall’intelligenza artificiale“. Durante la sua adolescenza, nonostante le responsabilità di cui si era fatto carico, provò a ritagliarsi del tempo per sé coltivando la passione per la musica. Entrò in una band: “Ricordo che all’epoca andavano di moda i Beatles e così iniziai anche a suonare la batteria in un gruppo che si chiamava New Dada“. Quindi ha rivolto un pensiero a tutti coloro che stanno affrontando l’esame di Maturità. Ha suggerito loro di ascoltare la canzone Notte prima degli esami di Antonello Venditti, poi ha dato loro un consiglio colorito: “Tirate fuori i cogl***!“.





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Valter Nappini muore a 61 anni

Un motociclista di 61 anni è morto in un incidente avvenuto poco dopo le 7.30 di mercoledì 19 giugno sulla A1 all’altezza di Sasso Marconi, in direzione Bologna. Per cause ancora da chiarire il 61enne, che si chiamava Valter Nappini, ha perso il controllo della sua moto ed è stato sbalzato dalla sella. L’uomo è caduto sull’asfalto ed è stato investito da un camion.

Valter Nappini, 61 anni

Valter Nappini, 61 anni

Si chiamava Valter Nappini e aveva 61 anni, il motociclista morto in un incidente avvenuto poco dopo le 7.30 di oggi, mercoledì 19 giugno, sulla A1 all’altezza di Sasso Marconi, in direzione Bologna.

Il 61enne, originario di Castiglione del Lago, in provincia di Perugia, per motivi ancora al vaglio della polizia stradale, ha perso il controllo della moto su cui stava viaggiando ed è stato sbalzato dalla sella. L’uomo è caduto sull’asfalto ed è stato investito da un camion.

Dopo l’impatto l’autista del tir ha proseguito per qualche metro senza accorgersi di quanto era appena accaduto, finché uno pneumatico è scoppiato. Come riporta Il Resto del Carlino, il camionista a quel punto si è fermato e ha allertato i soccorsi.

Ha un malore mentre in bici, cade in mare e muore annegato: tragedia a Palermo

Immediatamente raggiunto dal personale sanitario del 118, è stato trovato in gravissime condizioni. Nappini purtroppo è deceduto poco dopo l’arrivo al pronto soccorso dell’ospedale Maggiore di Bologna. In seguito all’incidente, è stata disposta la chiusura temporanea del tratto compreso tra Sasso Marconi e Sasso Marconi Nord, in direzione Bologna, riaperto poco dopo le 8.

Sul posto sono intervenute le pattuglie della Polizia Stradale e il personale della Direzione del terzo Tronco di Bologna di Autostrade per l’Italia. Nel tempo necessario al completamento delle operazioni di soccorso dei sanitari e degli accertamenti degli agenti, il traffico ha subito pesanti ripercussioni, con una coda di circa 10 chilometri che si è creata in direzione di Bologna.

Tanti i messaggi di cordoglio che nelle scorse ore sono stati pubblicati sui social, in particolare dai gruppi di affezionati centauri che lo conoscevano e che con lui avevano percorso centinaia di chilometri. Nappini era infatti un appassionato e conosciuto motociclista. Appena appresa la notizia della sua scomparsa, il Victoryteam Italia e lo Spyderman Club hanno espresso le loro condoglianze alla famiglia.





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Verstappen sceglie i 5 migliori piloti di sempre della F1, c’è anche Hamilton: due esclusi eccellenti

Il pilota campione del mondo della Red Bull non si è tirato indietro e ha partecipato a un giochino divertente. Tra i cinque piloti migliori di sempre ci sono anche Senna e Schumacher, ma mancano tre piloti titolatissimi, incluso Vettel.

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La questione del GOAT (il migliore di sempre) è ben presente anche in Formula1, ed è una questione difficilmente risolvibile in modo univoco. Perché è complicato campioni di epoche differenti. A questo gioco, da spettatore, assiste pure Max Verstappen, che con i tre titoli Mondiali già fa parte del gotha della Formula 1. Ma stavolta il campione olandese è stato costretto a dare lui delle risposte, e come accade in questi casi sono montate le discussioni.

Verstappen elegge i 5 migliori piloti di sempre della F1

In un’intervista recente a DAZN Spagna, il pilota della Red Bull ha ricevuto una domanda e gli è stato chiesto di scegliere i cinque migliori piloti della storia della Formula 1. Max è un ragazzo intelligente, sa bene che qualunque scelta gli sarebbe costata cara: “Qualunque pilota sceglierò, ci saranno delle persone che commenteranno e che non saranno d’accordo”. La domanda oggettivamente era molto difficile.

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Verstappen alla fine senza problemi ha risposto e ha scelto quelli che per lui sono i cinque migliori piloti della storia: “Direi Michael Schumacher, Ayrton Senna, Fernando Alonso, Lewis Hamilton e Juan Manuel Fangio. Su Senna e Schumacher pochi dubbi, così come su Hamilton, che l’olandese ha scelto nonostante dei rapporti freddi. Quasi scontata anche la scelta sul mito Fangio, pilota leggendario capace di vincere cinque volte il titolo Mondiale. Sorprendente quella di Fernando Alonso, che sarà stato orgoglioso. Dei cinque è quello con meno campionati vinti.

GP Canada di Formula 1, la classifica piloti e costruttori aggiornata

Tre super piloti esclusi da Max Verstppen

Questo giochino in automatico crea polemiche perché si va a vedere chi manca. Fuori dall’elenco intanto Nelson Piquet, tre volte campione del mondo nonché padre di Kelly, la fidanzata di Verstappen. Quindi niente sconti nemmeno in famiglia. Ma sono soprattutto esclusi due piloti vincitori quattro volte del campionato e cioè Alain Prost e Sebastian Vettel, vincitore di quattro titoli tutti con la Red Bull.





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Slitta il Decreto Campi Flegrei 2 a fine giugno, a Pozzuoli altri 63 sopralluoghi nei palazzi

Altri 63 interventi dei vigili del fuoco sui palazzi nelle ultime ore. A Pozzuoli approvato il documento delle forze di maggioranza in Comune.

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Slitta a fine giugno il Decreto Campi Flegrei 2, annunciato dal ministro della Protezione Civile, Nello Musumeci. Il provvedimento era atteso per il Consiglio dei Ministri di domani, ma sarà discusso, invece, entro la fine del mese. Al momento, infatti, si stanno ancora reperendo le risorse necessarie per gli aiuti. Il Decreto dovrebbe offrire coperture economiche per le manutenzioni delle prime case. Intanto, prosegue a Napoli il lavoro dei vigili del fuoco a seguito della serie di scosse sismiche nella zona dei Campi Flegrei: sono 63 i sopralluoghi fatti dai vigili del fuoco negli edifici, specie nei comuni di Pozzuoli e Bacoli. Potenziati i team per le verifiche di stabilità, con funzionari tecnici da Molise, Lazio e Puglia.

A Pozzuoli il documento in consiglio comunale

A Pozzuoli, la maggioranza che sostiene il sindaco Gigi Manzoni (Pozzuoli democratica, Pozzuoli libera, Europa verde, Progressisti democratici, Pozzuoli al centro, Spazio flegreo, Uniti per Pozzuoli e Consiglieri di maggioranza del Gruppo Misto), ha firmato un documento congiunto sul bradisismo.

L’Amministrazione comunale, di fronte alle legittime ansie e preoccupazioni dei cittadini determinate dalla recrudescenza del fenomeno bradisismico, ha agito prontamente con grande determinazione e concretezza rifuggendo da facili e sterili strumentalizzazioni. I risultati raggiunti sono stati importanti a partire dall’approvazione del Decreto varato dal Governo riguardante misure urgenti di prevenzione del rischio sismico connesso al fenomeno bradisismico nell’area dei Campi Flegrei.

E, ancora:

Bollettino Campi Flegrei, il suolo si è sollevato di 9,5 cm nei primi 6 mesi del 2024

E’ bene ricordare che il bradisismo non aveva mai trovato specifico riscontro e riconoscimento in atti governativi e l’attenzione nazionale ha rafforzato, in primis, il monitoraggio degli organismi scientifici e delle massime competenze. In tempi brevi e superando ritardi ingiustificabili, abbiamo reso funzionale un assetto viario fondamentale che, seppur ultimato da anni, risultava chiuso. Il tunnel di collegamento Tangenziale/Porto rappresenta una delle principali vie di fuga unitamente alle rampe di collegamento con la Tangenziale. Anche in questo caso abbiamo ereditato una situazione di totale impasse. A breve le opere, in parte avviate e mai ultimate, saranno completate. Grazie ad un lavoro sinergico con il Ministero competente, la Regione e la Tangenziale di Napoli S.p.a., conclusosi con la sottoscrizione di un apposito protocollo d’intesa, presto saranno avviati gli interventi garantendo il collegamento diretto con la Tangenziale.

L’emergenza dopo il sisma del 20 maggio

Il lavoro che lo scorso anno ha portato al Decreto Campi Flegrei di novembre, con la nascita del piano di rischio bradisismo, è proseguito anche quest’anno.

Nel mentre si lavorava per dare esecuzione alle misure di prevenzione e mitigazione del rischio contenute nel Decreto Campi Flegrei, si è registrato il significativo evento sismico del 20 maggio. Abbiamo dovuto fronteggiare sul campo la straordinaria situazione di emergenza verificatasi. Lo abbiamo fatto con celerità e determinazione garantendo assistenza alla popolazione con la rapida realizzazione di aree di attesa e aree di ristoro presso il Palatrincone.
È in fase di definizione un apposito Piano operativo discendente per garantire un sistema di intervento e di assistenza ancora più efficace che consenta di superare le criticità emerse con la stipula di apposite convenzioni per assicurare maggiore tempestività nella fornitura di ambulanze, bagni chimici, alimenti, navette e ogni ulteriore servizio utile alla cittadinanza.

C’è poi la questione sui controlli sugli aiuti:

L’erogazione del contributo di autonoma sistemazione, nonostante la mancata dichiarazione dello stato di emergenza, non era un atto dovuto del Governo. Ci siamo battuti da subito, con il sostegno della Prefettura e della Regione, per garantire condizioni di vita più dignitose per i cittadini sgomberati. Siamo riusciti, celermente, ad ottenere una misura alternativa al ricovero nelle strutture alberghiere convenzionate e nell’hub di Monteruscello.

A breve sarà emanato un ulteriore provvedimento del Governo. Abbiamo richiesto lo stanziamento di ingenti risorse per garantire interventi sugli immobili pubblici strategici, sulle infrastrutture e sulle abitazioni private.
Non appena sarà definito il quadro completo della situazione, daremo attuazione all’indirizzo del Consiglio Comunale con azioni concrete nei confronti di cittadini e attività produttive sgomberate.
Stiamo lavorando affinché tutti gli atti di programmazione e di prossima approvazione (PUC, PUMS e PAD in primis) tengano conto dei possibili rischi derivanti dal fenomeno.

Infine:

Nelle prossime ore stipuleremo in Prefettura un apposito protocollo d’intesa che, attraverso la collaborazione con le autorità competenti, garantisca massima trasparenza e legalità nell’utilizzo dei prossimi benefici economici richiesti dai cittadini. Come forze di maggioranza continueremo a lavorare con serietà e impegno nell’esclusivo interesse della collettività. I timori e le inquietudini dei cittadini sono anche le nostre, siamo convinti che riusciremo insieme a superare questo difficile momento”.





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possibili avversarie agli ottavi di finale

Le possibili avversarie dell’Italia a Euro 2024 per gli ottavi di finale. Gli incroci del tabellone in caso di qualificazione degli azzurri al turno successivo.

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L’Italia si avvicina agli ottavi di finale degli Europei specie dopo il pareggio tra Albania e Croazia. Un punto nelle prossime due partita potrebbe bastare agli azzurri per superare il turno anche solo come migliore terza. Dopo la vittoria all’esordio contro l’Albania, alla Nazionale di Spalletti basterà non perdere contro Spagna e Croazia per assicurarsi la qualificazione. Ma quale sarà l’avversario che Scamacca e compagni potrebbero incontrare sul proprio cammino? Il tabellone degli Europei inizia a prendere forma specie dopo il passaggio del turno della Germania.

I tedeschi sono stati la prima Nazionale a raggiungere l’obiettivo e proprio la squadra di Naglesmann potrebbe incrociare subito il cammino dell’Italia agli ottavi. Tutto dipenderà proprio dall’esito delle due sfide che gli azzurri dovranno giocare contro la Roja e contro una Croazia che spera ancora in un incrocio di risultati favorevoli. Qui tutte le combinazioni e le possibili avversarie dell’Italia di Spalletti in caso di passaggio del turno agli ottavi di finale.

GRUPPO A: Germania, Scozia, Ungheria, Svizzera

Perché all’Italia basta un pareggio contro la Spagna per pensare già agli ottavi degli Europei

GRUPPO B: Spagna, Croazia, Italia, Albania

GRUPPO C: Slovenia, DanimarcaSerbia, Inghilterra

GRUPPO D: Polonia, Paesi Bassi, Austria, Francia

GRUPPO E: Belgio, Slovacchia, Romania, Ucraina

GRUPPO F: Turchia, Georgia, Portogallo, Repubblica Ceca

L'Italia schierata in campo durante l'inno contro l'Albania.

L’Italia schierata in campo durante l’inno contro l’Albania.

Contro chi gioca l’Italia se passa da prima nel girone

L’Italia è inserita nel gruppo B con Spagna, Albania e Croazia. Nel caso in cui dovesse superare il girone come prima, gli azzurri, secondo quanto prevede il tabellone, affronterebbero la migliore terza tra il gruppo A, D, E, F. Nel gruppo A la Svizzera potrebbe essere candidata, mentre i pericoli sono nel gruppo D, ovvero quello di Polonia, Paesi Bassi e Austria considerando che la Francia potrebbe agevolmente passare come prima.

Il gruppo E, quello di Belgio, Slovacchia, Romania e Ucraina può essere insidioso mentre nel girone F Turchia e Portogallo viaggiano spedite dopo le vittorie all’esordio. Georgia e Repubblica Ceca, eventualmente, sulla carta sembrano essere alla portata dell’Italia. In caso di passaggio del turno potrebbe già esserci la Germania sul cammino degli azzurri ai quarti dato che la prima del gruppo A affronterà la seconda del gruppo C.

Barella festeggia il gol coi compagni.

Barella festeggia il gol coi compagni.

Italia seconda nel girone, le possibili avversarie

L’Italia potrebbe chiaramente anche chiudere al secondo posto nel gruppo B. In questo caso il tabellone per gli azzurri prevede la possibilità di sfidare la seconda del gruppo A. Nello specifico potrebbe essere la Svizzera l’avversario degli azzurri che al momento è ferma a 4 punti alle spalle della Germania prima con 6.

L’eventuale passaggio del turno e la conseguente qualificazione ai quarti degli azzurri riserverà all’Italia come avversaria la vincente della sfida tra la Nazionale arrivata prima nel gruppo C (il girone dell’Inghilterra ndr) contro una delle migliori terza tra i gruppi D (Polonia, Paesi Bassi, Austria, Francia) E (Belgio, Slovacchia, Romania, Ucraina) F (Turchia, Georgia, Portogallo, Repubblica Ceca).

Spalletti dà indicazioni alla squadra.

Spalletti dà indicazioni alla squadra.

Le avversarie dell’Italia in caso di terzo posto nel girone

La possibilità che l’Italia arrivi al terzo posto nel girone resta concreta. Agli azzurri anche un punto totale conquistato contro Spagna e Croazia potrebbe dare questo esito. Il tabellone per la Nazionale di Spalletti in questo caso metterebbe di fronte all’Italia o la prima del girone E, quello in cui sono inserite Belgio, Slovacchia, Romania, Ucraina, oppure la prima del gruppo F appartenente a Turchia, Georgia, Portogallo, Repubblica Ceca in cui il pericolo numero è sicuramente la Nazionale di Cristiano Ronaldo.





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ora gioca a tennis, e come tennista è pure bravo

L’ex attaccante di Inter e Manchester United Diego Forlan ha da tempo lasciato il calcio giocato, e da qualche tempo si cimenta con il tennis. Forlan è impegnato in un torneo ITF in Perù dove ha superato due turni.

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Diego Forlan è stato per un decennio un attaccante di altissimo livello, ha giocato con Manchester United, Inter, Villarreal e Atletico Madrid. Con l’Uruguay ha segnato a raffica e ottenuto grandissimi risultati. Ora la carriera da calciatore è alle spalle, quella d’allenatore è quantomeno in pausa e nell’attesa di capire cosa fare da grande l’uruguaiano è diventato un tennista. A 45 anni Forlan è impegnato in un torneo ITF over 45, e ha vinto anche il secondo turno, addirittura con il punteggio di 6-0 6-1.

Forlan impegnato nel Masters Tour in Perù

Non potrà arrivare nel circuito ATP, ormai è grande (classe 1979), ma Diego Forlan prenderà parte a una serie di tornei del circuito ITF Senior, il cosiddetto Masters Tour Calendar. Il primo lo sta disputando in Perù, e nella Copa Eco Plaza gli occhi sono tutti su di lui. Ora, questo è un torneo over 45, ma l’evento peruviano è l’unico di questa categoria in cui le strutture sono praticamente le stesse di un torneo professionistico: dai giudici di linea ai raccattapalle.

Diego Forlan non parte totalmente da zero. Perché prima di diventare calciatore ci aveva provato con il tennis e in passato, ma nel post calcio giocato, aveva disputato alcuni tornei di categorie inferiori in Uruguay. Quindi non è stata una scelta azzardata o dettata dal periodo di sosta dal mondo del pallone. Forlan è partito dunque da una buona base e ora ha già vinto due partite in Perù.

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In Perù Forlan ha perso 3 game in 2 partite

Diego Forlan è il numero 438 della classifica dell’ITF World Tennis Masters Tour over 45, avendo giocato due tornei sul finire del 2023 in patria (a Montevideo e Punta del Este) con un bilancio di tre vittorie e due sconfitte. In Perù è arrivato forse molto più preparato e ha perso appena tre game in due partite.

Il primo turno lo ha vinto contro il cileno Gonzalo Carreno 6-0 6-2, poi ha sconfitto il giocatore locale Jorge Hernandez, piegato 6-0 6-1. Adesso, però, arriverà un test probante con la testa numero 5 Pablo Rojas-Holch.





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Caso Regeni, l’Egitto vieta ai testimoni di presentarsi al processo. I genitori: “Ostruzionismo illegittimo”



Caso Regeni, news sulle indagini



19 Giugno 2024



21:33

Ancora un ‘no’ delle autorità egiziane a collaborare al caso di Giulio Regeni. In una nota trasmessa ai pm di Roma dalla Farnesina la Procura Generale d’Egitto non ha dato il consenso per far sentire quattro testimoni egiziani attesi oggi, mercoledì 19 giugno, nell’aula bunker di Rebibbia, dove si sta celebrando il processo contro gli 007 accusati dell’omicidio del ricercatore.

Al centro i genitori di Giulio Regeni, Claudio e Paola.

Al centro i genitori di Giulio Regeni, Claudio e Paola.

È arrivato l’ennesimo ‘no’ delle autorità egiziane alla cooperazione giudiziaria con l’Italia sul caso di Giulio Regeni, il ricercatore friulano torturato e ucciso nel 2016 in Egitto.

Nei giorni scorsi la Farnesina ha trasmesso ai pubblici ministeri di Roma una nota della Procura Generale d’Egitto in cui si sostiene che è “impossibile eseguire le richieste di assistenza giudiziaria” per far sentire quattro testimoni egiziani la cui audizione era prevista all’udienza di oggi, mercoledì 19 giugno, nell’aula bunker di Rebibbia, a Roma, in cui sono imputati quattro 007 di Il Cairo.

Giulio Regeni

Giulio Regeni

Tra quelli previsti c’erano il sindacalista Said Abdallah, la coordinatrice di un Centro per i diritti economici e sociali, Hoda Kamel Hussein e Rabab Ai-Mahdi, la tutor di Regeni al Cairo. Il procuratore aggiunto Sergio Colaiocco ha quindi chiesto alla Corte d’Assise di poter acquisire le testimonianze dei testi raccolte nella fase delle indagini. “Siamo in presenza di testi che non hanno scelto liberamente di non essere qui. Le abbiamo tentate tutte per potare i testi qui”, ha detto in aula Colaiocco.

Processo Regeni, uno degli imputati partecipava alle indagini del Cairo: “Da lui depistaggi”

“Nonostante tutto l’impegno profuso dalla procura e nonostante le richieste formali che sono state poste in essere dalla Farnesina, è innegabile l’ostruzionismo egiziano che pare a questo punto insormontabile – hanno commentato i genitori di Giulio Regeni, Claudio e Paola, per bocca della loro avvocata, Alessandra Ballerini – Un ostruzionismo che anche per le argomentazioni che abbiamo sentito dal pubblico ministero, è del tutto illegittimo. Quindi il problema è l’ostruzionismo egiziano”.

Mostrato in aula il video dell’incontro tra Abdallah e Regeni

Giulio Regeni

Giulio Regeni

Inoltre, oggi in aula è stato mostrato il video dell’incontro, avvenuto il 7 gennaio del 2016, tra il sindacalista Abdallah e Giulio. Un filmato, di oltre due ore, ripreso da una telecamera nascosta che era stata posizionata dai servizi segreti sulla camicia del sindacalista.

Un dialogo, doppiato da Stefano Accorsi e Pif, in cui Abdallah chiede, in modo insistente, notizie sull’attività di Regeni, sul progetto da 10mila sterline finanziato dalla fondazione britannica Antipode e sul ruolo del ricercatore friulano. “Cosa sarebbe questa proposta – afferma il sindacalista – non capisco di cosa si tratta. L’unica cosa che capisco è che ci sono 10 mila sterline. Bisogna stare attenti per non finire in galera”.

Regeni nel video spiega che il denaro può essere “investito in qualche progetto, qualsiasi progetto non governativo ma affidato ai privati. Voglio che il sindacato possa tirare fuori dei guadagni e io sono in Egitto solo per la ricerca e non decido io sui soldi”. Il video si conclude con Abdallah che chiama uno degli 007, imputato nel processo. “Ho parlato con il ragazzo, ho paura che il video potrebbe cancellarsi – afferma – ditemi cosa devo fare. Vengo da voi”.





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Riccardo Nicoletti e il primo incontro con la mamma di Francesca Ferragni: “Sono scappato senza salutare”

Ospite del podcast Diario di una Metallara, Riccardo Nicoletti ha raccontato il primo incontro con la suocera Marina Di Guardo, mamma di sua moglie Francesca Ferragni. La prima impressione non fu delle migliori: “Sono diventato praticamente il criminale numero uno”.

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Riccardo Nicoletti ha rivelato un retroscena inedito del rapporto con la moglie Francesca Ferragni, maggiore delle sorelle Ferragni e madre di loro figlio Edoardo. Il musicista ha raccontato come è stato il primo incontro con la suocera Marina Di Guardo, che ricorda ancora oggi a distanza di diversi anni. “Sono diventato praticamente il criminale numero uno”, ha svelato.

Riccardo Nicoletti e l’incontro con Marina Di Guardo, mamma di Francesca Ferragni

Ospite del podcast Diario di Una metallara, Riccardo Nicoletti ha raccontato a Nyva Zambrano il primo incontro con la suocera Marina Di Guardo. “Come è andata la prima volta che l’hai conosciuta?, ha chiesto la speaker al suo ospite. Il musicista ha spiegato che all’epoca aveva un aspetto diverso da quello di ora, con capelli lunghi e dreadlock, e si trovava davanti a casa di Francesca Ferragni. Marina Di Guardo stava tornando da una cena e, mentre lei tentava di avvicinarsi per salutarlo, lui è scappato via tirandosi su il cappuccio della felpa:

La prima volta che mi ha visto ero con Franci, davanti a casa di Franci. Lei era fuori perché era a cena. Mi vede, fa per venirmi incontro e salutarmi… Io mi tiro su il cappuccio e via. E lei poi ha detto: “No, questo ragazzo qua ha dei problemi, è una brutta persona, una brutta compagnia sicuramente perché è scappato e non mi ha salutata. Ma che problemi ha?”

Visto il commento della donna, Nicoletti era convinto di non averle fatto una bella impressione: “Sono diventato praticamente il criminale numero uno”. Per fortuna con il passare del tempo hanno costruito un rapporto, andando oltre le prime apparenze e conoscendosi più a fondo: “Poi mi ha conosciuto e sono ancora qua”. 

Le aziende di Chiara Ferragni senza Fabio Damato: un successo senza precedenti arrestato dal caso Balocco

La storia d’amore tra Francesca Ferragni e Riccardo Nicoletti

La maggiore delle sorelle Ferragni e l’attuale marito si sono conosciuti nel 2009 e da allora non si sono più lasciati. Galeotta fu Cremona, città natale di lei. Dopo qualche anno si sono spostati a Milano, dove hanno costruito la loro famiglia. Nel 2022 sono diventati genitori del piccolo Edoardo e nel settembre 2023 si sono sposati, alla presenza di amici e parenti. Riccardo Nicoletti è un musicista di professione, chitarrista di due band (Under Static Movement e Rosco Dunn), oltre che responsabile organizzativo della società LPS Electronics.





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