Pasta carciofi e piselli: la ricetta del primo piatto primaverile semplice e gustoso


La pasta carciofi e piselli è la variante ancora più ricca della classica pasta e carciofi. Perfetta da portare in tavola per qualunque pranzo o cena di famiglia, si prepara in una manciata di minuti con pochi e semplici ingredienti. Scopri come farla in casa.
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Caso Orlandi, in due documenti del Sismi spunta riscatto fantasma per Emanuela

Il presunto pagamento di un riscatto. Ma da parte del Vaticano la smentita di contatti con i rapitori Emanuela Orlandi e di aver pagato. E’ quanto emerge da due documenti del Sismi, rivelati da ‘Il Venerdì di Repubblica’ sul caso della cittadina vaticana scomparsa il 22 giugno 1983.

Il retroscena

È il 27 luglio del 1983, a poco più di un mese di distanza dalla scomparsa di Emanuela e “in un appunto del Sismi, i…

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Nuovi record del Governo: frena la crescita dell’occupazione e ritardi biblici sul Pnrr

Nuovi record del Governo: frena la crescita dell’occupazione e ritardi biblici sul Pnrr

Esattamente come avviene con i numeri sul mercato del lavoro, anche sul Piano di ripresa e resilienza Giorgia Meloni vanta primati che esistono solo nella propaganda del governo. Sull’occupazione la premier ignora i dati sui salari da fame e sul Pnrr ignora i ritardi.

“La sesta Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza conferma il primato europeo dell’Italia nella sua realizzazione, per numero di obiettivi conseguiti, per risorse complessive ricevute e per numero di richieste di pagamento formalizzate e incassate”, scrive la presidente del Consiglio nella premessa.

Lo stesso governo certifica i ritardi: speso il 52% dei fondi ricevuti

Eppure lo stesso ministro per gli Affari europei, le Politiche di coesione e il Pnrr, Tommaso Foti, alla Cabina di regia sul Pnrr , illustrando la relazione, attesta che la spesa al 31 dicembre 2024 si è fermata a quota 63,9 miliardi di euro, superando di poco il 52% delle risorse finora ricevute. Che non ci sembra un gran risultato considerando che la scadenza del piano è fissata al 2026.

I ritardi sono stati messi nero su bianco dalla Ragioneria generale dello Stato. Ritardi che, come anticipato da Repubblica, porteranno il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, a chiedere all’Europa il rinvio di un anno, al 2027, della scadenza del Piano.

La stessa Corte dei Conti evidenzia come permangano alcune criticità che richiedono attenzione costante e interventi mirati, soprattutto in vista della scadenza del Piano fissata a giugno 2026.

La richiesta delle opposizioni: la premier in Parlamento riferisca sul Pnrr

Tanto che le opposizioni, per una volta tutti i partiti, chiedono a Meloni di riferire in Aula. A intervenire sono stati parlamentari di Pd, M5s, Avs, Azione e Iv. “Il Pnrr è una straordinaria opportunità di futuro per l’Italia e fa male vedere come l’incompetenza del governo di Giorgia Meloni la stia sprecando, come conferma la relazione della Corte dei Conti. I ritardi e le maggiori criticità sono proprio lì dove il Pnrr serve di più, ovvero nelle azioni di riduzione delle disuguaglianze, come il welfare, la sanità pubblica, l’istruzione”, dichiara la segretaria del Pd Elly Schlein.

“Sia la Corte dei conti sia la Ragioneria generale dello Stato hanno certificato i ritardi e, da quanto apprendiamo ora dalla stampa, il ministro dell’Economia Giorgetti sembra intenzionato a chiedere di prorogare la scadenza del Piano al 2027 proprio a causa dei ritardi accumulati, frutto anche delle molteplici revisioni fin qui operate dal Governo. Ritardi che rendono impossibile spendere tutte le risorse mancanti entro il prossimo anno. Le responsabilità del Governo in questo senso sono evidenti; un Governo formato da forze che, quando erano all’opposizione, dileggiavano i 209 miliardi conquistati in Europa dal presidente Conte e dal M5S. Vogliamo sperare che dietro tali ritardi non si nasconda l’intenzione di buttare a mare questa grande opportunità: sarebbe imperdonabile. Dalla presidente del Consiglio ci aspettiamo parole di chiarezza”, ha detto il pentastellato Gianmauro Dell’Olio.

“La realtà dei fatti – spiega da Avs Angelo Bonelli – è che il governo Meloni naviga nel caos ma usa la propaganda e le bugie per coprire il suo disastro: da un lato il ministro Foti cerca di rassicurare tutti dicendo che va tutto bene, dall’altro il ministro Giorgetti chiede alla Commissione europea una proroga al 2027 per i progetti in ritardo. La destra sta trasformando il Pnrr in un fallimento totale”.

“L’Italia – ha detto Giulio Cesare Sottanelli di Azione – aspetta per essere competitiva. Se non riuscissimo a spendere questi soldi nei tempi e nei modi dovuti, ovviamente, sarebbe un ulteriore danno per il nostro Paese, che non ci vogliamo e non ci possiamo permettere”.

“Anche noi ci associamo alla richiesta – ha detto Maria Chiara Gadda (Iv) – perché rischiamo di fare non debito buono ma debito cattivo per cui è bene che si faccia un chiarimento sullo stato di avanzamento del Pnrr”.

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Come fare lo SPID da casa

Come fare lo SPID da casa

Con il passare del tempo, ti sei reso conto dell’importanza di avere lo SPID, di essere cioè iscritto al Sistema Pubblico di Identità Digitale, il quale consente di accedere a tutte le piattaforme telematiche della Pubblica Amministrazione (ma non solo) in modo sicuro usando le medesime credenziali. Tuttavia, in questo periodo, il tempo libero a […]

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MotoGP, GP Americhe: orari su TV8 e Sky e dove vedere il Gran Premio in diretta TV e streaming

MotoGP, GP Americhe: orari su TV8 e Sky e dove vedere il Gran Premio in diretta TV e streaming
Oggi con le prove libere e le pre-qualifiche si apre il GP delle Americhe della MotoGP 2025 che vede il Motomondiale di scena sul circuito di Austin: ecco gli orari e dove vedere in diretta TV su Sky e in differita su TV8 le prove libere, le qualifiche, la Sprint Race e la gara del terzo round stagionale della classe regina del Motomondiale ma anche di Moto2 e Moto3.

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Ora legale 2025 dal 30 marzo, si dorme meno ma più luce: fa bene o no?

Ora legale 2025 dal 30 marzo, si dorme meno ma più luce: fa bene o no?

In Italia l’appuntamento è nella notte tra il 29 e il 30 marzo: le lancette faranno un salto avanti per il consueto passaggio all’ora legale. Risultato: sessanta minuti di sonno perduto. Uno ‘switch’ che divide la scienza, e anche la popolazione. Molte persone infatti si svegliano più irritabili. E forse non è un caso che negli Usa, dove il cambio ora è avvenuto il 9 marzo, secondo un sondaggio il 54% dei cittadini abolirebbe questa pratica. Ma se…

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Svolta in Sud Sudan, l’esercito riconquista la capitale

Svolta in Sud Sudan, l’esercito riconquista la capitale

Malgrado due anni di feroci e brutali combattimenti, il conflitto in Sudan continua a peggiorare. L’ultima novità di questa sanguinosa guerra civile è che le forze regolari sudanesi – che combattono contro i ribelli appartenenti alle Forze di supporto rapido, sostenute dall’esercito del Ruanda – hanno conseguito un decisivo successo militare, riuscendo a riconquistare la capitale Khartum.

A celebrare questo evento è stato il leader del Consiglio sovrano e capo delle Forze armate sudanesi (SAF), il generale Abdel Fattah al-Burhan, che ha rimesso piede – per la prima volta dall’inizio delle ostilità nell’aprile 2023 – a Khartum, venendo letteralmente assaltato dai soldati festanti presenti. Il generale ha poi visitato il Palazzo presidenziale e ha ufficialmente dichiarato la città “libera” dalle Forze di supporto rapido (RSF).

Comprensibile l’euforia del generale e dei soldati, visto che gli esperti militari occidentali ritengono che la riconquista di Khartum potrebbe rappresentare una svolta cruciale nel conflitto, anche se si dicono certi che ciò non segnerà la fine dei combattimenti. Le milizie ribelli dell’RSF, guidate dal generale Mohamed Hamdan, controllano ancora l’intera regione del Darfur – fatta eccezione per la capitale del Darfur settentrionale, El Fasher, sotto assedio da oltre un anno – e alcune aree del Kordofan. Per questo motivo, il Darfur presto diventerò il nuovo fronte di questa guerra fratricida.

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Come collegare la tastiera al telefono

Come collegare la tastiera al telefono

Sei solito usare il tuo fidato smartphone principalmente per comunicare e, a causa delle ridotte dimensioni della tastiera virtuale dello stesso, la digitazione di messaggi, email e altri tipi di contenuti ti risulta lunga e macchinosa. Per facilitare un po’ la cosa, hai pensato di procurarti una tastiera da collegare al tuo smartphone, ma non […]

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Berrettini eroico, ma vince Fritz che vola in semifinale a Miami: sfiderà il ceco Mensik

Berrettini eroico, ma vince Fritz che vola in semifinale a Miami: sfiderà il ceco Mensik
Taylor Fritz si qualifica per le semifinali del torneo di Miami. L’americano ha battuto al termine di una partita bellissima Matteo Berrettini con il punteggio di 7-5 6-7 7-5. Sfiderà Mensik. L’altra semifinale è Djokovic-Dimitrov.

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L’Unione europea abbraccia Vučić. Alla faccia della democrazia

L’Unione europea abbraccia Vučić. Alla faccia della democrazia

Nel cuore dell’Europa che predica diritti e principi, c’è posto anche per Aleksandar Vučić. Un presidente autoritario, al potere da dodici anni, che reprime le proteste studentesche e ammicca a Mosca e Pechino, trova ancora una sedia calda a Bruxelles. Ursula von der Leyen e Antonio Costa, rappresentanti di quell’Unione che si proclama custode dello stato di diritto, gli hanno offerto una cena “cordiale, concreta, aperta e responsabile”, mentre fuori dai palazzi la Serbia brucia sotto la rabbia di chi chiede democrazia.

La diplomazia, si sa, ha il gusto del compromesso. Ma qui si va oltre. L’Ue non solo non prende le distanze da Vučić, ma sceglie di ignorare ciò che accade da mesi a Belgrado: proteste di piazza, accuse di uso di armi sonore contro i manifestanti, violazioni sistematiche dei diritti civili. Il tutto in nome di una strategia che guarda più al litio della valle di Jadar che alla libertà dei cittadini serbi.

Diritti sacrificati sull’altare del litio

La presidente della Commissione, in un post su X, ha ricordato che la Serbia deve fare progressi su libertà dei media, lotta alla corruzione e riforma elettorale. Una formula di rito. Nel frattempo, però, l’abbraccio politico resta. E non è solo simbolico. L’Unione ha bisogno della Serbia, o meglio: delle sue risorse minerarie. Non a caso, Bruxelles ha inserito proprio in questi giorni 47 progetti strategici per l’approvvigionamento di materie prime critiche. Tra questi potrebbe finire anche il maxi-sito per l’estrazione di litio a Jadar. E quando c’è da scavare per alimentare la transizione ecologica europea, i diritti umani possono attendere.

Vučić, dal canto suo, ha fatto il solito gioco: si è detto pronto a “verificare” che nessun cannone sonoro sia stato usato contro i manifestanti. Poi però ha aggiunto che “il suo utilizzo non è vietato da nessuna parte in Europa” e che “negli Stati Uniti lo usano quasi ogni giorno”. Non esattamente il linguaggio di un candidato credibile all’ingresso nell’Unione europea. Ma a Bruxelles nessuno ha fatto una piega.

Secondo Srđan Cvijić, analista del Belgrade Centre for Security Policy, la percezione pubblica in Serbia è chiarissima: l’Europa sta sostenendo un regime autoritario. Anche se, va detto, qualcosa è cambiato nel tono. Niente conferenze stampa congiunte, niente “caro Aleksandar”, solo una dichiarazione scritta. Segnali minimi, insufficienti. Perché se l’Unione avesse davvero voluto lanciare un messaggio politico netto, non avrebbe scelto la via del dialogo formale nel bel mezzo delle proteste. L’avrebbe detto chiaro: così, con questi metodi, l’adesione è sospesa.

L’adesione a ogni costo, anche senza democrazia

E invece no. Vučić continua a promettere l’apertura di nuovi capitoli negoziali entro l’anno, come se l’adesione fosse una formalità. E continua a governare, benché il premier Miloš Vučević si sia dimesso il 28 gennaio e il termine per la formazione di un nuovo governo sia ampiamente scaduto. In Serbia, le regole valgono solo quando servono.

L’Europa tace. Anzi, rilancia. Von der Leyen e Costa parlano di investimenti, di futuro comune, di vantaggi reciproci. Ma la domanda è un’altra: che fine ha fatto l’Unione europea che si diceva comunità di valori? Cosa resta della Carta dei diritti fondamentali, quando Bruxelles chiude gli occhi di fronte a un regime che reprime le piazze e gioca a rimpiattino con i diritti civili?

La risposta è nella geoeconomia, nell’ossessione strategica per le terre rare, nel bisogno disperato di risorse per la transizione verde. Ma se questa è la nuova bussola dell’Unione, allora è il momento di dire le cose come stanno: la democrazia è opzionale, se il tuo suolo è ricco. E la libertà di stampa può aspettare, se prometti di riformare — prima o poi.

Nel silenzio della diplomazia, la Serbia resta sospesa: né dentro né fuori, utile ma ingombrante, tollerata perché preziosa. Un partner tossico, come lo definisce lo stesso Cvijić, che pesa sempre più sul bilancio etico dell’Ue. E che intanto, da Belgrado, continua a reprimere e governare. Con il benestare europeo.

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Come disattivare overlay schermo

Come disattivare overlay schermo

Ultimamente stai riscontrando un problema che non ti lascia svolgere con tranquillità le attività del quotidiano con il tuo dispositivo di fiducia, dato che continuano a comparire a schermo degli overlay che si posizionano sopra ad altre applicazioni. Che si tratti di messaggi di sistema o di pubblicità, non ne puoi più. È per questo […]

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Diego Maradona in agonia per 12 ore prima di morire: la rivelazione del medico legale al processo

Diego Maradona in agonia per 12 ore prima di morire: la rivelazione del medico legale al processo
Il processo per la morte di Maradona va avanti. Il medico legale della scientifica è stato interrogato e ha dichiarato che il campione non ha ricevuto cure ed ha vissuto una agonia molto lunga prima di perdere la vita.

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